Gli R5 e la dipendenza da social network

Gli R5 sono arrivati in Italia il mese scorso e hanno letteralmente conquistato Roma e Milano: i loro concerti sold out parlano chiaro e tutta quella energia è arrivata loro forte e chiara, come ci hanno raccontato durante la round table negli uffici della Universal, qualche giorno prima del concerto di Milano.

Intervistare questi cinque ragazzi è un’esperienza davvero unica: sembra di stare tra amici e anche quando si parlano sopra, alla fine, ognuno rispetta lo spazio dell’altro, andando così a creare l’atmosfera di una chiacchierata informale e anche un po’ “caciarona”, che non fa mai male, specie quando si è così giovani.
Il loro successo internazionale è assolutamente irrefrenabile e con il loro nuovo album “Sometime Last Night” stanno veleggiando verso le prime posizioni delle classifiche di mezzo mondo.

Abbiamo parlato della loro musica, dei loro processi creativi e di come siano legati già alle nuove canzoni che ricordano loro di notti folli in giro per il mondo (“Did You Have Your Fun” per Ross, ad esempio, gli ricorda una ragazza australiana incontrata una notte a Tokyo, mentre “Dark Side” ricorda a Riker di una ragazza con cui stava vivendo i primi giorni dell’ “innamoramento”) ma anche di come vedono il dilagare della dipendenza da social network, così cruciali per la promozione di un artista, ma anche una vera e propria arma a doppio taglio.
Cosa ne pensano della dipendenza da social network, loro che sono così attivi su Twitter e Instagram? Ci hanno detto che “ci sono due facce della medaglia: si possono imparare molte cose di una persona guardando le foto sul suo profilo Instagram! Potrebbe essere una cosa buona, ma ci auguriamo un po’ tutti che si ritorni all’era in cui nessuno si preoccupa così tanto dei social media!
La vediamo come una cosa molto positiva quando ti può aiutare a scoprire chi suona quella sera in città, ma se si tratta di fotografare qualsiasi cosa si stia per mangiare (o non mangiare!)… no, grazie.

I social media sono un modo incredibile per rimanere in contatto con i nostri fan in giro per il mondo: anche grazie ai social media siamo stati in grado di venire in Italia per due show sold out!
Bisogna ricordarsi che sono nati come strumento e non bisogna mai lasciarli diventare un’ossessione: a volte anche noi sentiamo di dover controllare Instagram, quando invece lo avevamo controllato solo cinque secondi prima!”

Insomma: la dipendenza da social network colpisce davvero un po’ tutti… voi ne siete affette o concordate con quanto detto dagli R5?

Quante di voi erano al concerto di Roma o di Milano?

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chiara-colasanti Chiara Colasanti

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